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Omega 3 e dieta a zona.

5 febbraio 2009

La scala dei “valori” elaborata dal Dr. Sears per la dieta a zona puo’ essere cosi’ sintetizzata:

  1. integrazione con Omega 3
  2. alimentazione corretta
  3. moderato esercizio fisico
  4. tecniche di rilassamento

Insomma sembra facile: per mantenersi in salute e prevenire molte malattie basta prendere ogni giorno una capsula o più di Omega-3, magari acquistata al supermercato.

Peccato che non sia così: il 90% dei prodotti venduti da supermercati, erboristerie, negozi online e perfino farmacie sono quanto meno inefficaci, se non dannosi per la salute.

Se come me hai acquistato una confezione di Omega-3 fai una cosa molto semplice: leggi l’etichetta e verifica quanti omega-3 sono contenuti per 100 grammi di prodotto.

Ho davanti a me una confezione di una marca molto pubblicizzata venduta in farmacia: all’interno ci sono 17 grammi di omega-3 (indicati anche come EPA e DHA) per 100 grammi di prodotto, insomma solo il 17%!
In un’altra confezione acquistata al supermercato ce ne sono il 12%…

Questo significa che per assumere la quantità minima raccomandata di omega-3 (in media 3 grammi al giorno) dovrei prenderne almeno 27!

Quindi 2 o 3 capsule al giorno di questo tipo di integratori sono sicuramente inutili… ma allora da che cosa è costituito il restante 90% della capsula?

Per cercare di capirlo ho provato a verificare sui loro siti internet se esistono dei certificati di analisi, anche per verificare la qualità dell’olio di pesce utilizzato. Non avendo trovato nulla, ho provato anche a scrivere alle ditte, ma senza alcun risultato.

Questo ultimo aspetto è molto importante: se l’olio di pesce è di bassa qualità, a causa dell’inquinamento marino è possibile trovare al suo interno degli inquinanti molto pericolosi come il mercurio, o addirittura cancerogeni come le diossine e il PCB.

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Come scegliere un integratore di qualità secondo Barry Sears

Ma seguendo le indicazioni del DR. Sears si possono trovare dei prodotti di altissima qualità, degli integratori di olio di pesce che contengono una percentuale molto elevata di omega-3 (superiore al 60%) e che sottopongono ogni lotto di produzione all’analisi di un istituto indipendente, riconosciuto a livello mondiale dai principali produttori di omega tre.

Questo istituto si chiama IFOS -International Fish Oil Standards con sede presso la University of Guelph in Canada- e sul loro sito è possibile trovare l’elenco aggiornato delle ditte e le relative analisi dei prodotti.

Proprio per l’elevata qualità del prodotto – praticamente è puro al 100% – questo tipo di olio è chiamato “di Grado Farmaceutico” – in inglese Pharmaceutical Grade Fish Oil, in sigla PGFO.
L’elenco delle ditte e delle analisi è consultabile sul sito di IFOS (in inglese) raggiungibile cliccando su questo sito (in fondo alla pagina).

Delle 15 ditte che producono olio di pesce di grado farmaceutico certificato da IFOS , il Miglior Acquisto è la canadese A-M B-Well perché:

  • i prezzi sono scontati fino al 40% rispetto ai concorrenti ed ha il rapporto qualità/prezzo migliore in assoluto, soprattutto se si acquistano più flaconi;
  • produce il più puro tra gli oli di pesce di grado farmaceutico: ha un contenuto di PCB (inquinanti tossici simili alla diossina) decisamente più basso rispetto ai concorrenti, e migliaia di volte più basso rispetto a quanto stabilito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, praticamente ai limiti della tracciabilità.
    Pur in queste quantità minime ed inoffensive, la presenza di PCB in un integratore di Omega-3 può aiutarci a capire la purezza delle materie prime utilizzate (pesce pescato in mari poco inquinati) e la qualità del processo produttivo di raffinazione.
    In questa tabella trovi il contenuto di PCB dei prodotti di tutto il mondo che hanno avuto almeno un lotto di produzione certificato a 5 stelle dall’International Fish Oil Standards (IFOS) nel 2008, in caso di più lotti è stato preso in considerazione quello più recente (ti rimando al sito IFOS per le certificazioni complete).

    Prodotto Lotto PCB
    AMB Well Omega-3 PGFO 20192 0,30 ppb
    Super Omega-3 EPA/DHA 1471-8060 0,96 ppb
    Omega Max 20806139 12,01 ppb
    OMEGOR Vitality 87-09021 13,16 ppb
    Omega First GO0862904 13,27 ppb
    EnerZona Omega-3 Rx 0074E 13,94 ppb
    Sealogix 81170 14,64 ppb
    Zone Labs Omega Rx IO6318A 17,49 ppb
    Omega Kids GO0773501 18,65 ppb
    Norwegian Gold First Omega 82648 25,76 ppb
    OMAPURE 73797 28,51 ppb
    See Yourself Well Omega-3 8981, 8980 29,42 ppb
    TherOmega 711014 29,70 ppb
    EPA DHA Blend 811100 30,44 ppb

    Tra il primo prodotto A-M B-Well e l’ultimo EPA-DHA Blend il contenuto di PCB è 116 volte inferiore!

  • A-M B-Well ha la certificazione IFOS su TUTTI i lotti di produzione, quindi hai la certezza di acquistare un prodotto purissimo e freschissimo;
  • A-M B-Well PGFO è prodotto nella forma di trigliceride naturale in modo da assicurare una biodisponibilità fino al 250% più alta rispetto alla forma di estere etilico contenuta in altri prodotti come l’italiano Enerzona Omega-3 rx (insomma devi assumere meno capsule per ottenere gli stessi effetti).
    A-M B-Well PGFO
  • Il certificato di analisi (virtualmente esente da inquinanti, concentrazione del 65% di Omega-3) è consultabile qui: certificato omega-3

    Aspetti negativi? Essendo un olio di pesce di grado farmaceutico ha un costo maggiore dei generici integratori da supermercato. Ma se si decide di utilizzare gli omega-3 per migliorare o mantenere la propria salute, non avrebbe senso acquistare un prodotto scadente, anche se economico.

    Ti faccio poi notare che integrare la propria alimentazione con gli omega-3 di grado farmaceutico ha un costo giornaliero inferiore a quello di un caffè

    Io acquisto da loro da più di tre anni, e sono soddisfatto (i pacchi arrivano per corriere in 3 – 4 giorni), e gli effetti sulle mie analisi del sangue (e sulla mia sensazione di benessere in generale) sono evidenti.
    Il servizio clienti di A-M B-Well mi ha sempre risposto a qualsiasi domanda in tempi brevi, al massimo nel giro di poche ore.

    Preferisco acquistare casse da 12 flaconi, in modo da avere lo sconto massimo, visto che comunque la scadenza è sempre lontana (3 anni circa). 

    Ho trovato anche qualche loro cliente sui forum online, e sono contenti per il rapporto qualità/prezzo, guarda anche le conclusioni della guida all’acquisto di Omega-3 di Guida Consumatore (in fondo alla pagina):
    www.guidaconsumatore.com


    Puoi acquistare A-M B-Well PGFO su questo sito:

    www.OlioDiPesce.it


    Spero di esserti stato utile e… mi raccomando, prima di acquistare leggi sempre l’etichetta!

    Alessandro Brandi

    ..

    P.S.

    Per capire ancora meglio l’importanza dell’integrazione di grassi Omega tre concentrati e distillati molecolarmente riporto un brano dal libro “La Zona Omega 3rx” (Sperling & Kupfer Editori) del Dr. Barry Sears, biochimico e ricercatore del Massachusetts Institute of Technology , ed ideatore della Dieta a Zona:

    “Come avrete già ampiamente inteso, io sostengo con convinzione l’opportunità di integrare la dieta con dosi elevate di olio di pesce. Prima di decidermi a consigliare ad altri una mia nuova concezione dietetica, la sperimento sempre su me stesso, sui miei famigliari e sui miei collaboratori.

    L’olio di pesce ad alto dosaggio è in prova già da tre anni su un gran numero di pazienti, con risultati sempre stupefacenti, come potrete verificare più in dettaglio nella Parte terza.

    Dato che le dosi da me raccomandate sono alquanto elevate rispetto agli standard abituali (ma non rispetto agli standard storici), consiglio di procurarsi l’olio di pesce concentrato e distillato più volte.

    Questo tipo di olio di pesce risulta persino superiore alle mie specifiche, pur rigorose, riguardanti la purezza del prodotto: in pratica, le sostanze nocive, come i PCB o il DDT, sono ridotte a livelli bassissimi, grazie ad un processo di raffinazione che esclude anche l’eventualità di essere colpiti da disturbi gastrointestinali spesso associati ad oli di pesce di qualità inferiore.

    Al grado di integrazione da me consigliato, un olio di pesce meno purificato provocherebbe un accumulo di impurità tossiche che si sono dimostrate capaci i danneggiare il sistema ormonale, causando fastidiosi disturbi intestinali (formazione di gas, dolori addominali e diarrea) e, in qualche caso, anche il cancro.”

    Le star amano la «Zona», purche’ dieta sia Il sistema made in Usa prevede l’uso bilanciato del cibo per controllare l’insulina

    22 dicembre 2008

    CONCEPITA PER CARDIOPATICI E DIABETICI HA RAGGIUNTO IL SUCCESSO MONDIALE

    ESTATE alle porte e costume da bagno pronto a farci sentire inadeguati. Ma, soprattutto, e’ il rischio di malattie da sovrappeso a doverci indurre a correre ai ripari. E DIETA sia. Sono molte le opzioni e diversi i metodi da seguire con l’obiettivo di perdere peso e tornare in forma. Si sta diffondendo una nuova tendenza: prende piede il sistema noto per aver incontrato grande favore tra molte star del cinema. La parola d’ordine sembra essere: ZONA. Il metodo alimentare studiato dall’americano Barry Sears tende a raggiungere, attraverso l’uso bilanciato del cibo, uno stato di salute ottimale. Partendo dall’ipotesi che salute e malattia possono essere l’espressione dell’equilibrio e dello squilibrio tra potentissimi ormoni, gli eicosanoidi, lo scienziato ha studiato il modo di bilanciarli per ottenere la migliore sintesi metabolica nel nostro organismo. Termine noto agli sportivi, infatti, ZONA sta a indicare quel particolare stato di grazia in cui si riescono a dare le migliori prestazioni. Altri ormoni sono tenuti sotto controllo dal sistema. Ad esempio, l’insulina. «Un pasto troppo ricco di carboidrati – scrive Gigliola Braga, autrice del libro ”La ZONA Italiana” (Sperling & Kupfer) – provoca un eccessivo innalzamento del glucosio nel sangue, scatenando una risposta insulinica che provvede all’immagazzinamento del glucosio in eccesso nelle cellule adipose sotto forma di grasso di riserva». ZONA era stata concepita per cardiopatici e diabetici. Ma visti gli effetti dimagranti, ha incontrato un graduale successo nel campo delle diete. «Anche se – mette in guardia la dottoressa Braga -, piu’ che una DIETA, questa e’ una vera e propria educazione nutrizionale. Inoltre, ognuno puo’ trovare la ”misura” per personalizzarla e trarne il massimo dei vantaggi. Non ci sono, infatti, tabelle precostituite, ma piuttosto un sistema, una forma diversa di rapporto con il cibo, un apprendimento a prendersi cura di se’, senza dover rinunciare alle proprie abitudini alimentari, ma bilanciandole in modo piu’ opportuno». Non che manchino le critiche al metodo. C’e’ chi, ad esempio, l’accusa di essere iperproteico, iperlipidico e privo dell’apporto dei carboidrati, elemento importante della DIETA mediterranea. «Sono cose assolutamente false – ribatte l’esperta -: coloro che esprimono questi giudizi non conoscono l’argomento. L’unica cosa che si chiede a chi vuole seguire ZONA e’ la consapevolezza, l’attenzione per se stessi». Il metodo, secondo chi lo segue, non esclude la DIETA mediterranea, ma ne propone un miglioramento. «La grande differenza tra DIETA mediterranea e ZONA – spiega Gigliola Braga – sta nell’uso di alcuni carboidrati, costituenti essenziali di pane, pizza e pasta. ZONA consiglia esattamente tutti gli alimenti che la tradizione ci ha abituati ad apprezzare, come l’olio d’oliva e il pesce, la verdura e la frutta, pero’ ci insegna a trattare con estrema cautela e attenzione i cibi che contengono sostanze che fanno ingrassare e che, come dice il dottor Sears, possono ostacolare la nostra salute. Tra questi, per la maggior parte, i carboidrati consumati in modo inconsapevole». Questo sistema, che utilizza gli alimenti a ”blocchi”, a prima vista, puo’ sembrare tortuoso e difficile da applicare. «Ma e’ solo apparenza – assicura Braga -, e’ piu’ semplice di quanto possa apparire. Sebbene molte persone siano in grado di gestirsi da sole, e’ comunque opportuno, all’inizio, ricorrere a un esperto che sappia impostare il metodo in modo corretto. In seguito, ognuno imparera’ da se’ a costruire la propria giornata alimentare, con la massima soddisfazione di essere cresciuto nella consapevolezza di se’. E, allo stesso tempo, riuscendo a perdere peso in salute».

    La STAMPA 27-05-2002

    Dieta a zona made in Usa la polemica arriva a tavola

    19 dicembre 2008

    Dieta mediterranea e alimentazione a zona. C’ è chi pensa che non vanno d’ accordo, che la prima escluda la seconda. Falso, a sentire lo studioso americano Barry Sears che negli anni ’90 mise a punto la nuova strategia dell’ alimentazione. Lui, il propugnatore della Dieta a zona intesa come “stato fisiologico che consente il controllo degli ormoni attraverso l’ alimentazione”, sarà a Napoli (domenica alle 9 all’ hotel Vesuvio) per il I corso Zone consultant dedicato ai medici,  e per presentare il suo ultimo libro sulla qualità della nuova alimentazione. Ma di cosa si tratta? L’ autore spiega che la sua è una dieta che, prediligendo cibi ad elevato contenuto proteico, è contemporaneamente indirizzata alla riduzione soprattutto della quota degli zuccheri e dei grassi. Questa strategia alimentare è stata elaborata, però, ad uso e consumo degli americani, popolo che consuma zuccheri per grassi francamente dannosi per la salute. Ed è proprio questa la differenza, di non poco conto, con la nostra alimentazione: vera e unica “mediterranea” si basa sul consumo di grassi vegetali sani come l’ olio d’ oliva e di alimenti come il pane, la pasta, i legumi e la frutta che contengono zuccheri che, nella giusta proporzione, risultano decisamente healthy foods. Dieta a Zona da bandire dunque dalla nostra tavola? «Come ho più volte ribadito l’ obbiettivo nel nostro Paese», risponde il professor Franco Contaldo, direttore di Nutrizione clinica nell’ ateneo Federico II, «mira al recupero della sana alimentazione mediterranea: non per niente ci viene invidiata da tutti, al punto da aver ispirato tutte le linee guida internazionali per la corretta nutrizione. Quella iperproteica? Come ogni dieta parzialmente sbilanciata non può che destare qualche legittima perplessità…».

    Repubblica — 18 marzo 2004

    Curarsi e dimagrire. Tutte le novità

    19 dicembre 2008

    Quando occorre salvarsi la vita, spesso si riesce a scovare nell’ animo umano una forza così grande e potente da riuscire a ribellarsi anche all’ ineluttabilità di un destino segnato dalla malattia. Una molla del genere dev’ essere scattata anche nel biochimico statunitense Barry Sears, quando decise che assolutamente non intendeva condividere la medesima sorte dei maschi della sua famiglia. Ex membro del MIT e studioso specializzato nelle terapie del tumore e nel controllo delle risposte ormonali, il dottor Sears (www.drsears.com) aveva infatti dovuto assistere alla morte di suo padre, suo fratello e di suoi tre zii, stroncati da un infarto a 50 anni. La sua fine era scritta nel DNA, ma nient’ affatto rassegnato a lasciare questa terra prima del tempo, decise di aggirare l’ ostacolo e cercare di mettere sotto stretto controllo le reazioni dei suoi temibili geni. E fu così che, al posto di astruse sintesi chimiche, elaborò una nuova dieta alimentare. Il 1986 segnò l’ anno zero della cosiddetta “dieta a zona” del dottor Sears, una filosofia alimentare che punta a stabilire un perfetto bilanciamento dei livelli ormonali in particolare dell’ insulina e del glucagone – dal cui squilibrio dipendono gran parte dei disturbi fisici. Scardinando la fiducia sino ad oggi riposta nella dieta mediterranea, Sears indica una nuova proporzione dei nutrienti (40 per i glucidi, 30 per i protidi e 30 per i lipidi ), che occorre rispettare per raggiungere la “zona”, ossia una superhealth, una super salute che non conosce colesterolo, obesità, diabete, ipertensione o ansia e in cui gli zuccheri nel sangue sono stabili, l’ ossigenazione dei tessuti migliora, la massa grassa diminuisce a favore di un sensibile aumento di quella muscolare. Sperimentata con successo tra i malati cardiaci e gli atleti olimpionici, il Zone dietstyle, come amano chiamarla gli americani, sta raccogliendo un enorme favore anche tra le persone comuni e persino in Rete è un plauso generale, tanto che di questo tipo di dieta se ne sta discutendo abbondantemente non solo nei siti dedicati espressamente alla cura e alla salute del corpo, ma anche nei newsgroups di “filosofia umana”. Seguitissimo è, ad esempio, il sito ufficiale Zone Perfect (www.zoneperfect.com), condotto direttamente da Sears e dai suoi collaboratori, nel quale è possibile spaziare dalla vendita di cibi pronti, ai corsi specializzati per il conseguimento del certificato in Zone Science. Per orientarsi “dentro la Zona”, poi, si può ricorrere al programma per il calcolo dei nutrienti venduto da Zone Balance (www.zonebalance.com) o ad una delle sue imitazioni, scaricabili alla url http://www.goodnet.com/~len/zonedown.htm o all’ indirizzo italiano http://flex74.supereva.it/news.htm. E mentre la maggior parte dei siti dedicati al fitness come Body Building Italia (www.abodybuilding.com), Gymnica (www.gymnica.it) o Media Health (www.mediahealth.com), si esprimono positivamente, non manca ovviamente anche qualche critica. All’ url http://www.albanesi.it, ad esempio, si afferma che questa dieta, proprio in virtù del suo basso consumo di carboidrati, sia da considerare solo un regime alimentare transitorio, in attesa di perdere qualche chilo. ” La dieta a Zona – obietta il dott. Aldo Avincola, esperto in scienza dell’ alimentazione – è un regime che si adatta al mutare della massa magra ed è quindi valevole per la vita. Paradossalmente, più aumenta la massa magra e più si mangia” Dello stesso avviso sono gli esperti del sito Gymmy.net (www.gymmy.net) che si preoccupa di rassicurare tutti gli utenti: seguire la dieta a Zona è facile e salutare.

    Repubblica — 05 maggio 2001


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