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Le star amano la «Zona», purche’ dieta sia Il sistema made in Usa prevede l’uso bilanciato del cibo per controllare l’insulina

22 dicembre 2008

CONCEPITA PER CARDIOPATICI E DIABETICI HA RAGGIUNTO IL SUCCESSO MONDIALE

ESTATE alle porte e costume da bagno pronto a farci sentire inadeguati. Ma, soprattutto, e’ il rischio di malattie da sovrappeso a doverci indurre a correre ai ripari. E DIETA sia. Sono molte le opzioni e diversi i metodi da seguire con l’obiettivo di perdere peso e tornare in forma. Si sta diffondendo una nuova tendenza: prende piede il sistema noto per aver incontrato grande favore tra molte star del cinema. La parola d’ordine sembra essere: ZONA. Il metodo alimentare studiato dall’americano Barry Sears tende a raggiungere, attraverso l’uso bilanciato del cibo, uno stato di salute ottimale. Partendo dall’ipotesi che salute e malattia possono essere l’espressione dell’equilibrio e dello squilibrio tra potentissimi ormoni, gli eicosanoidi, lo scienziato ha studiato il modo di bilanciarli per ottenere la migliore sintesi metabolica nel nostro organismo. Termine noto agli sportivi, infatti, ZONA sta a indicare quel particolare stato di grazia in cui si riescono a dare le migliori prestazioni. Altri ormoni sono tenuti sotto controllo dal sistema. Ad esempio, l’insulina. «Un pasto troppo ricco di carboidrati – scrive Gigliola Braga, autrice del libro ”La ZONA Italiana” (Sperling & Kupfer) – provoca un eccessivo innalzamento del glucosio nel sangue, scatenando una risposta insulinica che provvede all’immagazzinamento del glucosio in eccesso nelle cellule adipose sotto forma di grasso di riserva». ZONA era stata concepita per cardiopatici e diabetici. Ma visti gli effetti dimagranti, ha incontrato un graduale successo nel campo delle diete. «Anche se – mette in guardia la dottoressa Braga -, piu’ che una DIETA, questa e’ una vera e propria educazione nutrizionale. Inoltre, ognuno puo’ trovare la ”misura” per personalizzarla e trarne il massimo dei vantaggi. Non ci sono, infatti, tabelle precostituite, ma piuttosto un sistema, una forma diversa di rapporto con il cibo, un apprendimento a prendersi cura di se’, senza dover rinunciare alle proprie abitudini alimentari, ma bilanciandole in modo piu’ opportuno». Non che manchino le critiche al metodo. C’e’ chi, ad esempio, l’accusa di essere iperproteico, iperlipidico e privo dell’apporto dei carboidrati, elemento importante della DIETA mediterranea. «Sono cose assolutamente false – ribatte l’esperta -: coloro che esprimono questi giudizi non conoscono l’argomento. L’unica cosa che si chiede a chi vuole seguire ZONA e’ la consapevolezza, l’attenzione per se stessi». Il metodo, secondo chi lo segue, non esclude la DIETA mediterranea, ma ne propone un miglioramento. «La grande differenza tra DIETA mediterranea e ZONA – spiega Gigliola Braga – sta nell’uso di alcuni carboidrati, costituenti essenziali di pane, pizza e pasta. ZONA consiglia esattamente tutti gli alimenti che la tradizione ci ha abituati ad apprezzare, come l’olio d’oliva e il pesce, la verdura e la frutta, pero’ ci insegna a trattare con estrema cautela e attenzione i cibi che contengono sostanze che fanno ingrassare e che, come dice il dottor Sears, possono ostacolare la nostra salute. Tra questi, per la maggior parte, i carboidrati consumati in modo inconsapevole». Questo sistema, che utilizza gli alimenti a ”blocchi”, a prima vista, puo’ sembrare tortuoso e difficile da applicare. «Ma e’ solo apparenza – assicura Braga -, e’ piu’ semplice di quanto possa apparire. Sebbene molte persone siano in grado di gestirsi da sole, e’ comunque opportuno, all’inizio, ricorrere a un esperto che sappia impostare il metodo in modo corretto. In seguito, ognuno imparera’ da se’ a costruire la propria giornata alimentare, con la massima soddisfazione di essere cresciuto nella consapevolezza di se’. E, allo stesso tempo, riuscendo a perdere peso in salute».

La STAMPA 27-05-2002

Dieta a zona made in Usa la polemica arriva a tavola

19 dicembre 2008

Dieta mediterranea e alimentazione a zona. C’ è chi pensa che non vanno d’ accordo, che la prima escluda la seconda. Falso, a sentire lo studioso americano Barry Sears che negli anni ’90 mise a punto la nuova strategia dell’ alimentazione. Lui, il propugnatore della Dieta a zona intesa come “stato fisiologico che consente il controllo degli ormoni attraverso l’ alimentazione”, sarà a Napoli (domenica alle 9 all’ hotel Vesuvio) per il I corso Zone consultant dedicato ai medici,  e per presentare il suo ultimo libro sulla qualità della nuova alimentazione. Ma di cosa si tratta? L’ autore spiega che la sua è una dieta che, prediligendo cibi ad elevato contenuto proteico, è contemporaneamente indirizzata alla riduzione soprattutto della quota degli zuccheri e dei grassi. Questa strategia alimentare è stata elaborata, però, ad uso e consumo degli americani, popolo che consuma zuccheri per grassi francamente dannosi per la salute. Ed è proprio questa la differenza, di non poco conto, con la nostra alimentazione: vera e unica “mediterranea” si basa sul consumo di grassi vegetali sani come l’ olio d’ oliva e di alimenti come il pane, la pasta, i legumi e la frutta che contengono zuccheri che, nella giusta proporzione, risultano decisamente healthy foods. Dieta a Zona da bandire dunque dalla nostra tavola? «Come ho più volte ribadito l’ obbiettivo nel nostro Paese», risponde il professor Franco Contaldo, direttore di Nutrizione clinica nell’ ateneo Federico II, «mira al recupero della sana alimentazione mediterranea: non per niente ci viene invidiata da tutti, al punto da aver ispirato tutte le linee guida internazionali per la corretta nutrizione. Quella iperproteica? Come ogni dieta parzialmente sbilanciata non può che destare qualche legittima perplessità…».

Repubblica — 18 marzo 2004

Curarsi e dimagrire. Tutte le novità

19 dicembre 2008

Quando occorre salvarsi la vita, spesso si riesce a scovare nell’ animo umano una forza così grande e potente da riuscire a ribellarsi anche all’ ineluttabilità di un destino segnato dalla malattia. Una molla del genere dev’ essere scattata anche nel biochimico statunitense Barry Sears, quando decise che assolutamente non intendeva condividere la medesima sorte dei maschi della sua famiglia. Ex membro del MIT e studioso specializzato nelle terapie del tumore e nel controllo delle risposte ormonali, il dottor Sears (www.drsears.com) aveva infatti dovuto assistere alla morte di suo padre, suo fratello e di suoi tre zii, stroncati da un infarto a 50 anni. La sua fine era scritta nel DNA, ma nient’ affatto rassegnato a lasciare questa terra prima del tempo, decise di aggirare l’ ostacolo e cercare di mettere sotto stretto controllo le reazioni dei suoi temibili geni. E fu così che, al posto di astruse sintesi chimiche, elaborò una nuova dieta alimentare. Il 1986 segnò l’ anno zero della cosiddetta “dieta a zona” del dottor Sears, una filosofia alimentare che punta a stabilire un perfetto bilanciamento dei livelli ormonali in particolare dell’ insulina e del glucagone – dal cui squilibrio dipendono gran parte dei disturbi fisici. Scardinando la fiducia sino ad oggi riposta nella dieta mediterranea, Sears indica una nuova proporzione dei nutrienti (40 per i glucidi, 30 per i protidi e 30 per i lipidi ), che occorre rispettare per raggiungere la “zona”, ossia una superhealth, una super salute che non conosce colesterolo, obesità, diabete, ipertensione o ansia e in cui gli zuccheri nel sangue sono stabili, l’ ossigenazione dei tessuti migliora, la massa grassa diminuisce a favore di un sensibile aumento di quella muscolare. Sperimentata con successo tra i malati cardiaci e gli atleti olimpionici, il Zone dietstyle, come amano chiamarla gli americani, sta raccogliendo un enorme favore anche tra le persone comuni e persino in Rete è un plauso generale, tanto che di questo tipo di dieta se ne sta discutendo abbondantemente non solo nei siti dedicati espressamente alla cura e alla salute del corpo, ma anche nei newsgroups di “filosofia umana”. Seguitissimo è, ad esempio, il sito ufficiale Zone Perfect (www.zoneperfect.com), condotto direttamente da Sears e dai suoi collaboratori, nel quale è possibile spaziare dalla vendita di cibi pronti, ai corsi specializzati per il conseguimento del certificato in Zone Science. Per orientarsi “dentro la Zona”, poi, si può ricorrere al programma per il calcolo dei nutrienti venduto da Zone Balance (www.zonebalance.com) o ad una delle sue imitazioni, scaricabili alla url http://www.goodnet.com/~len/zonedown.htm o all’ indirizzo italiano http://flex74.supereva.it/news.htm. E mentre la maggior parte dei siti dedicati al fitness come Body Building Italia (www.abodybuilding.com), Gymnica (www.gymnica.it) o Media Health (www.mediahealth.com), si esprimono positivamente, non manca ovviamente anche qualche critica. All’ url http://www.albanesi.it, ad esempio, si afferma che questa dieta, proprio in virtù del suo basso consumo di carboidrati, sia da considerare solo un regime alimentare transitorio, in attesa di perdere qualche chilo. ” La dieta a Zona – obietta il dott. Aldo Avincola, esperto in scienza dell’ alimentazione – è un regime che si adatta al mutare della massa magra ed è quindi valevole per la vita. Paradossalmente, più aumenta la massa magra e più si mangia” Dello stesso avviso sono gli esperti del sito Gymmy.net (www.gymmy.net) che si preoccupa di rassicurare tutti gli utenti: seguire la dieta a Zona è facile e salutare.

Repubblica — 05 maggio 2001


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